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Royal Mail Steamer  TITANIC

Una nave, una storia, un mito, un modello
Il mare, le navi, i viaggi, le terre lontane, le avventure hanno sempre esercitato un grande fascino. Ma nessuna nave, nessun episodio accaduto sul mare, ha mai inciso sull'immaginario collettivo come il Titanic.
Vai a vedere le foto inedite del Titanic in navigazione.
Sono degli spettacolari fotomontaggi realizzati con il modello descritto in questo sito.

Se sei appassionato della storia di questa nave vai sul sito dello storico Claudio Bossi: http://www.titanicdiclaudiobossi.com/


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Questo modello ha partecipato a diverse trasmissioni televisive. Qui sono riprodotte solo le scene nelle quali è presente il modello.
Questi video sono riservati ai visitatori di questo sito e non possono essere scaricati o riprodotti in alcun modo.

Incontri sull'arca
Speciale Titanic
Mino Damato

Rete 4 - 14 aprile 1992
<< clica la foto


Titanic - notte di mistero
Alessandro Cecchi Paone
Rete 4 - 11 mnaggio 1998
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Ulisse
la lunga notte del Titanic

Alberto Angela
RAI 3 - 31 marzo 2012
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Dal Titanic alla Concordia
Porta a Porta
Bruno Vespa
RAI 1 - 12 aprile 2012
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Questo video è presente su You Tube
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L'anima del Titanic
Un breve video che ti porta a cercare l'anima della nave attraverso i suoi ponti arredati.  
Clicca sulla foto e  ...benvenuto a bordo.
Pubblicato il 7 Agosto 2008 - Durata  5'  0"
Titanic storia e modello
La tragedia del Titanic attraverso le immagini di un suo modello completo di arredamento.
Clicca sulla foto e rivivi quella tragedia
Pubblicato il 21 Giugno 2010  -  Durata 5' 33"
La nave
Siamo nel 1908.
La White Star Line decide la costruzione di due navi, cui farne seguire una terza: la classe Olympic.
Queste navi devono offrire lusso, velocità e sicurezza per competere con il Mauretania ed il Lusitania della concorrente Cunard.
La costruzione è affidata ai cantieri Harland & Wolff di Belfast.
Nel Marzo del 1909 viene impostato il Titanic.
Il nome è importante e sembra adattarsi perfettamente all'imponente mole del transatlantico che sta nascendo. Nessuno pensa al romanzo Futility dello scritttore americano Morgan Robertson pubblicato quattordici anni prima. Vi si racconta di una nave, il Titan, le cui caratteristiche tecniche (dimensioni, potenza, velocità, numero di passeggeri, numero di eliche, addirittura numero di scialuppe) sono incredibilmente simili a quelle del Titanic. Ebbene, nel romanzo il Titan urta contro un iceberg in un freddo mese di Aprile. Affonda rapidamente, le scialuppe non sono sufficienti ad accogliere tutti i passeggeri ed elevatissimo è il numero delle vittime.


  Caratteristiche tecniche principali


  Lunghezza fuori tutto                   882'  9"
  Lunghezza fra le perpendicolari    850'  0"
  Larghezza massima                     92'  6"
  Dislocamento                     52.200  tonn.
  Stazza lorda                      46.300  tonn.
  Potenza motrici alternative   30.000 HP
  Potenza turbina B.P.           16.000  HP
Il 10 Aprile 1912 il Titanic lascia il porto di Southampton pavesato a festa.
A bordo ci sono 2200 persone fra le quali la "crème" della società dell'epoca.
Dal lusso dei ponti superiori, alla elegante seconda classe, attraverso la più modesta terza classe destinata agli emigranti, giù giù fino ai locali caldaia dove sudatissimi fuochisti infornano carbone e scaricano ceneri ardenti, il Titanic può ben raffigurare la stratificazione della società del tempo.
La nave impersona l'orgoglio di un'epoca, la fiducia eccessiva nelle possibilità della tacnica, la presunzione di infallibilità: è infatti ritenuta da molti "inaffondabile".
Il Titanic dirige verso New York.
La velocità è di 20,5 nodi. A bordo si intrecciano feste, speranze, illusioni. Il mare è calmo. La temperatura molto bassa. Sono le 23.40 del 14 Aprile 1912.
Improvvisamente scoppia la tragedia. Le due vedette in coffa scorgono un iceberg dritto di prora a soli 400 metri di distanza.
L'allarme, la disperata accostata a sinistra e il tentativo di rallentare la corsa portando i telegrafi di macchina "indietro a tutta forza". Tutto inutile.
La nave ha appena iniziato l'evoluzione verso sinistra quando, con la carena, struscia contro la parte immersa dell'iceberg. Nell'urto, fra le lamiere danneggiate, si aprono numerose vie d'acqua che interessano ben cinque compartimenti stagni. Troppi perché la nave possa rimanere a galla.
L'ordine di abbandonare la nave è impartito dopo solo mezz'ora dalla collisione.
I passeggeri, dapprima increduli, cominciano di malavoglia a salire sulle scialuppe che si allontanano, almeno all'inizio, solo parzialmente cariche.
La nave immerge sempre più la prua fino a sollevare dall'acqua l'intera parte poppiera.
Alle 2.18 del 15 Aprile, con un forte boato, si spezza fra la seconda e la terza ciminiera.
La prua precipita verso il fondo e la poppa, dopo una parziale rotazione, la segue.
A bordo ci sono ancora oltre 1500 persone.
Settantatre anni dopo, nel settembre 1985, una spedizione scientifica franco-statunitense ritrova il relitto.
Il Titanic, spezzato in due tronconi, giace a 4000 metri di profondità in un punto situato a 49° 56' di longitudine Ovest e 41°43' di Latidune Nord.
La zona prodiera del Titanic Il modello
Ho deciso di costruire il modello del Titanic nel 1986.

A quell'epoca avevo finito di costruire il modello della motonave Golfo di Palermo, un portarinfuse modificato, che aveva fatto seguito alla costruzione del Golfo di Trieste (questi due modelli sono descritti in altra parte di questo sito).
In entrambe queste costruzioni avevo realizzato i locali interni e li avevo arredati.  La cosa mi era piaciuta e diventava ormai quasi imperativo misurarmi con la costruzione di una nave passeggeri i cui interni, ovviamente, sono assai più interessanti e complessi.
Proprio in quel periodo si diffondevano le notizie e le immagini che descrivevano l'impresa di Robert Ballard che aveva localizzato il relitto del Titanic.
Parte prodiera delle sovrastrutture del Titanic Un po' per il fascino che quella nave ha sempre esercitato, un po' per la sollecitazione, quasi la provocazione, di qualche amico, ho superato le perplessità iniziali legate alle dimensioni del modello, allo spazio necessario per il "cantiere", alla manipolazione e al trasporto.
Ecco quindi presa la decisione di cimentarmi in questa impresa.
Naturalmente ho puntato subito su un modello statico.
All'epoca non avevo esperienza alcuna di modelli naviganti.
E poi, volendo costruire i locali interni, dovevo trovare soluzioni del tutto particolari, difficilmente conciliabili con le caratteristiche di un modello dinamico.
Ciminiere 1 e 2 del Titanic Sono riuscito a farmi spedire, dal cantiere costruttore Harland & Wolff di Belfast, quattro disegni e una ventina di foto.
Ho poi trovato altre fotografie su libri e, per alcuni particolari, mi sono aiutato persino con il vecchio film in bianco e nero del Titanic.
Non sono riuscito a trovare il piano di costruzione ma, interpolando fra alcune sezioni reperite sui libri, sono riuscito a riprodurlo in maniera accettabile.
La costruzione è in legno, con la tecnica classica delle ordinate e del fasciame.
Nelle parti stellate o ricurve ho utilizzato listelli di tiglio da 2 mm di spessore e di larghezza variabile a seconda dei casi.
Nelle parti più piane ho utilizzato compensato di betulla da 2 mm di spessore.
L'effetto fasciame è stato ottenuto sovrapponendo allo scafo strisce di compensato di betulla (per simulare i corsi esterni del fasciame).
Ho realizzato i ponti separatamente in modo da potervi costruire i locali interni.
Ciminiere 3 e 4 del Titanic Aiutandomi con i libri che ho trovato ho individuato gli stili più diffusi a bordo e le sistemazioni dei vari locali.
Per i colori mi sono fatto aiutare da un esperto restauratore di mobili antichi (il materiale di cui disponevo era tutto in bianco e nero e il film di J. Cameron non era ancora uscito).
Tali ponti si dovevano incastrare perfettamente fra di loro in modo che la prevista chiusura finale potesse avvenire senza problemi.
Il fatto della chiusura dei ponti è stato da molti contestato ma non potevo lasciare le strutture separate pena deformazioni e rotture, nonché l'impossibilità di finire il modello.
Ho rivestito la coperta con listelli ricavati da compensato di betulla di 0,6 mm di spessore incollandoli in modo da simulare il tavolato.
Fra i listelli ho lasciato un piccolo spazio che ho riempito di stucco piuttosto liquido che, una volta asciugato, ho annerito con inchiosto di china.
Zona poppiera del Titanic Ho poi verniciato il tutto con flating opaco.
Per costruire le ringhiere ho saldato fra loro fili di ottone. Per tenerli in posizione durante la saldatura ho usato tavolette di legno con chiodini di ottone ai quali ho saldato l'estremità di ogni filo. Mi sono aiutato anche con un piccolo "pettine" di legno i cui incavi mantenevano fermi i fili durante la saldatura.

Per fare gli oblò ho usato tubi di ottone di vari diametri  alla cui estremità ho saldato un anellino di filo di ottone poi spianato con una limetta.
Il "vetro" interno è ricavato da acetato di 1 mm facendo ruotare nel trapano un pezzetto di tubo affilato all'estremità.


I quattro ponti superiori di questo modello, ovvero il ponte lance, il ponte "A", il ponte "B" e il ponte "C" sono completamente arredati.   Entrate a visitarli !

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