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Piroscafo Piemonte Battello a ruote tuttora in servizio sul Lago Maggiore La costruzione del modello |
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| Costruttore:
Curradi Duilio Periodo: 1904 |
Questa scheda è stata preparata dal
Costruttore del modello e autore del sito
mitidelmare.it. Eventuali riproduzioni sono possibili solo con l'autorizzazione del Costruttore. |
| Questo
modello è stato costruito per essere donato all'Area
Museale della Fondazione
Officine dell'Acqua di Laveno M. (VA) |
Guarda
il modello finito Leggi la relazione completa |
| La
costruzione dello scafo Come prima cosa ho ricavato, dal piano di costruzione, i profili delle ordinate, della chiglia e dei dritti di prora e di poppa. Poi li ho stampati su fogli di carta adesiva (etichette A4) che ho applicato sul compensato. Con il seghetto elettrico ho ritagliato, accuratamente, tutte le parti sulle quali ho previsto gli appositi incastri. Poi ho preso una robusta tavola di legno sulla quale ho fissato due strisce di compensato sulle quali avevo praticato gli incastri in corrispondenza delle ordinate. Attenzione. Nel fare questi incastri bisogna tenere conto della “insellatura del cavallino”, ovvero della curvatura della coperta che corre da prua a poppa. |
| Anche in questo caso
bisogna fare molta attenzione alla “rastrematura” di
queste tavole che risulteranno più larghe nella zona
centrale dello scafo e più affusolate alle estremità
prodiera e poppiera. Un’altro importante accorgimento consiste nel tagliare queste tavole con la massima cura. Dovranno, innanzi tutto, combaciare fra loro con grande precisione in modo da ridurre al minimo la necessità di ricorrere a troppo stucco. Poi devono essere in numero adeguato per permettere la levigatura dello scafo, ovvero favorire l’arrotondamento, senza dover togliere troppo materiale indebolendo il fasciame. |
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Questa immagine
mostra lo scafo completamente fasciato ma ancora
“grezzo”. |
| Notare le estremità di
prua e di poppa. Queste parti le ho ottenute incollando
fra loro una serie di pezzi di compensato
preventivamente sagomati. Questa tecnica mi ha permesso
di ottenere due blocchi di legno pieno che ho potuto
lavorare fino ad ottenere le “stellature” desiderate. |
| Adesso ho potuto
procedere con la finitura esterna dello scafo. Ho
utilizzato carta abrasiva di grana via via decrescente,
applicata ad un supporto piano per correggere i
disallineamenti. Poi ho applicato dello stucco e delle
mani di pittura. |
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Io uso prodotti ad acqua
che vanno benissimo, anche nel caso di modelli
naviganti. Successive passate di
pitturazione/stuccatura/levigatura hanno portato lo
scafo al suo aspetto ottimale. |
| Sulle pareti delle tughe
ho poi disegnato le finestrature che ho ritagliato
accuratamente. Nel combinare il telaio con le pareti, ed
il successivo taglio delle finestrature, ho naturalmente
previsto un sufficiente battente al quale applicare il
“vetro” costituito da policarbonato trasparente. Nella
foto qui sopra si vede il modello nei suoi componenti
principali, pronti per la finitura. Ho costruito il modello in modo da poterlo smontare e rimontare facilmente. In pratica ogni componente è applicato a quello sottostante con delle micro viti autofilettanti. Sono quelle piccole viti che usano i fermodellisti per fissare i binari dei treni. |
| Gli oblò dello scafo li
ho costruiti in lamierino di ottone flangiato con filo,
sempre di ottone. Per il vetro ho usato resina
epossidica a due componenti, perfettamente trasparente. Ho rivestito la coperta con un “tavolato” costituito da listelli ricavati da fogli di impiallacciatura, portati alla misura, in scala, delle tavole reali. Ho stuccato le fughe fra le tavole e le ho riprese con un pennarello nero a punta finissima. Alla fine ho applicato alcune mani di vernice trasparente, sempre ad acqua. Le ruote le ho costruite in ottone. Sono costituite da una struttura sulle quali sono applicate le pale. Queste sono libere di oscillare governate da un sistema di bracci che si muovono in maniera eccentrica rispetto all’asse motore. Ciò permette alle pale di entrare, lavorare e uscire dall’acqua in posizione verticale. Le ruote sono mosse da un motorino elettrico a lenta rotazione. |