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Yamaha

Imbarcazione a vela da regata

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  Costruttore:   Maeran Rolando
  Periodo: 1994      Scala 1:20    
Questa scheda è stata preparata per gentile concessione dell' A.N.V.O.
Associazione Navimodellisti Valle Olona - Castellanza VA
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La barca
Questo yacht do 60 piedi, costruito in Giappone, partecipò, con un equipaggio Neo Zelandese  al comando dello Skipper Ross Field, alla corsa attorno al mondo “Whitbread” a cavallo del 1993 /1994. Concluse la corsa con un tempo di 120 giorni e 14 h. che gli permise di aggiudicarsi il primo posto per la sua classe. Infatti  in questa edizione  venne permessa l’iscrizione a due classi di yachts. Una detta Maxi e l’altra W60, anche se erano due tipo di imbarcazioni completamente diverse. “Yamaha” come detto arrivò prima della sua classe mentre nella stessa categoria  lo skipper italiano Guido Misto a bordo di Brooksfield  si classificò sesto. Oggi siamo sempre più attratti dalle vicende degli scafi che competono per la “AMERICA’S CUP” ma questo, ritengo, sia solo perché è un modo di competizione che permette di essere seguita dalla televisione perchè si svolge in un campo di regata piuttosto piccolo. Per la “whitbread” è tutt’altra cosa, si tratta di una corsa attorno al mondo!
La storia di questa corsa comincia nell’agosto del 1720 con la nascita di Samuel Whitbread un fabbricante di birra che nel 1736 fondò la sua prima fabbrica e in breve tempo la famiglia di Samuel divenne sinonimo di produzione di birra grazie ai suoi sistemi di fermentazione. Oltre 250 anni dopo nel 1971(probabilmente tra una birra e l’altra) un gruppo di yachtsman  cominciò a pensare ad una sfida tra barche in una corsa attorno al mondo. Un viaggio di quasi 27000 miglia. Una corsa che avrebbe spinto la resistenza delle barche e degli equipaggi ai limiti  estremi. Una corsa esaltante che sarebbe stata considerata nell’oceano come la scalata del monte Everest sulla terra ferma. Ma chi avrebbe patrocinato una simile impresa? Ecco quindi spuntare il nome della ditta “Whitbread”  che già era nota nel  settore degli Yachts club britannici. La prima corsa avvenne l’8 settembre del 1973 con 17 barche e 167 membri di equipaggi. 
Tra i vari skipper che hanno vinto questa prestigiosa corsa  bisogna ricordare  il capitano Paul Cayard  che vinse la corsa del 97/98. Partenza il 21 settembre 1997 da Cowes (Inghilterra)e conclusa il 24 maggio 1998 a Southampton (Inghilterra) toccando le tappe di Città del Capo(Sud Africa) Fremantle e Sidney (Australia) Auckland (Nuova Zelanda) Sao Sebastiao (Brasile) Fort Lauderdale e Baltimora/Annapolis ( Stati Uniti) e La Rochelle (Francia). Questa maratona dell’oceano  di oltre 32000 miglia oggi è più conosciuta come  VOLVO OCEAN RACE.

Il modello
Il modello è in scala 1:20  e rappresenta la replica della barca Yamaha che partecipò alla corsa attorno al mondo “WHITBREAD” nel 1994.Le misure sono: Lunghezza mm 985, altezza mm 1814, pescaggio mm 264, peso di 3,5 kg.
Lo scafo è completamente in ABS  l’albero in alluminio e le vele in “dralon” completano  la parte “statica” un gruppo di quattro uomini di equipaggio che rendono molto realistico il modello, specie quando si trova in acqua.

La barca radiocomandata è munita di due servi. Uno per il timone e uno per il verricello. Questo modello ha il grande vantaggio di essere molto precostruito. Basta poco per metterlo in condizione di navigare in quanto lo scafo  in ABS è pronto già verniciato. Il metodo di assiemaggio rispecchia la filosofia della casa costruttrice Tamya. Leader nelle scatole di montaggio di aerei, automobiline, carri armati  eccetera, quindi molto rapido e con l’uso di pochissimi attrezzi .Si possono però dare alcuni consigli per migliorare le performance  e la sicurezza del modello.
1) La deriva. La deriva risulta essere troppo flessibile il che fa si che durante la navigazione la barca abbia in certi momenti delle vibrazioni quasi degli “scarti” che non aiutano nella precisione della rotta. Per evitare questo si può intervenire in diversi modi. Il primo è quello di inserire in fase di montaggio della chiglia due tondini di alluminio per tutta  la sua lunghezza in modo da irrigidirla. Secondo è quello di usare della fibra di carbonio inserendola tra le due parti che compongono la chiglia e poi incollare il tutto. Terzo, usare della vetroresina dopo averla assemblata, ma questo ultimo procedimento  provoca una eccesso di lavoro successivo per ottenere una finitura eccellente.

2) Il timone. Il timone viene trattenuto mediante una vite con testa zigrinata che viene stretta a mano. Consiglio caldamente di fare una sede nell’asta del timone in corrispondenza della vite  e di usare un buon frena-filetti. Bisogna infatti impedire alla vite di allentarsi per non correre il rischio  non remoto di perdere il timone.
3) Il Carabottino. Il coperchio che chiude l’apertura  del vano scafo dove si trovano tutti i componenti del radiocomando non è molto affidabile. Il sistema di  chiusura si affida semplicemente ad un elastico.
Il metodo è veloce,  ma se lo si vuole utilizzare cosi com’è bisogna assolutamente utilizzare degli elastici robusti. Resta comunque indispensabile aumentare un poco lo spessore della guarnizione, se non sostituirla con altro tipo a cellule chiuse.
Per una  sicurezza  maggiore meglio mettere un pezzo di plastica a rinforzo del carabottino nella parte sotto,(quella non in vista) e poi avvitarlo con  quattro viti che abbiano la testa assomigliante ad una  bitta o di winch.