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Real de France

Galera francese

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Costruttore:   PAGURA Giovanni - BORGHI Silvano
Periodo:  XVII Sec.         Scala  1:75
Questa scheda è stata preparata con il materiale fornito dal Costruttore del modello.
Eventuali riproduzioni sono possibili solo con l'autorizzazione del Costruttore.

La Real de France era una Galea o Galera.
Utilizzava, come sistema di propulsione, i remi. Disponeva, naturalmente, anche di vele che venivano usate per la navigazione.

Una nave di questo tipo, essendo costruita per scopi militari, affidava le sue manovre, in caso con il contatto con il nemico, soprattutto la spinta dei remi.
Questo modello riproduce, fin nei minimi dettagli, l'imbarcazione originale che fu decorata dallo scultore francese Pierre Puget.
La nave era lunga 63 metri e larga 9,70.
Aveva 59 banchi e 59 remi, manovrati da 7 vogatori ciascuno. Qualcuno si chiederà perché i remi non erano in numero pari.
La risposta è molto semplice: sul lato di dritta ne mancava uno per lasciare spazio ai pentoloni della cucina.
All'estremità di ogni remo c'era un capovoga, ovvero un membro dell'equipaggio regolarmente pagato.
Gli altri erano schiavi o condannati alla pena della "galera".
Per mantenere il ritmo della voga c'era un aguzzino con due aiutanti. L'aguzzino imponeva la cadenza e i suoi aiutanti, con lunghi nerbi, convincevano i vogatori a seguirlo.
A poppa alloggiavano il comandante e gli ufficiali. L'equipaggio comprendeva anche soldati e cannonieri.
La Real de France aveva due alberi su ciascuno dei quali era montana una vela latina. In caso di battaglia queste venivano ammainate e fissate saldamente agli alberi, insieme alle antenne, onde evitare che il fuoco nemico le facesse abbattere disastrosamente sui vogatori.
La nave era armata con 5 cannoni in bronzo sistemati a prua, sotto la rembata, e montati su slitte. C'erano anche 11 pezzi più piccoli, montati su un perno e piazzati lungo le balestriere.
Una nave di questo tipo aveva un grosso limite: poteva attaccare solo di prua, utilizzando il cannone e lo sperone.
Questo ne riduceva molto la capacità affensiva.
Già dal XVII secolo esistevano navi da guerra armate pesantemente.
L'unica possibilità tattica che avevano le galee, in questi scontri, era di convergere in gran numero sul bersaglio approfittando dei momenti di bonaccia quando il veliero era praticamente immobilizzato.
Un altro problema delle galee era costituito dal fatto di essere molto basse sull'acqua.
Quando navigavano a vela, e il vento era piuttosto forte, la coperta veniva inondata e sovente il bordo sottovento, con tutti i vogatori, era completamente immerso.