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Corazzata Roma

Modello in scala 1:100, navigante e radiocomandato, della corazzata italiana

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    Costruttore: Cagiada Giuseppe
    Periodo:  1942   
    Questa scheda è stata preparata per gentile concessione dell' A.N.V.O.
    Associazione Navimodellisti Valle Olona - Castellanza VA
L'eventuale riproduzione di immagini contenute in questa pagina deve essere preventivamente autorizzata dall'A.N.V.O.      e-mail: anvo@anvo.it
La corazzata Roma fu la terza nave della classe Littorio. Queste navi disattendevano le limitazioni del trattato navale di Washington che fissava a 35.000 tonnellate il dislocamento massimo delle navi da battaglia. La Roma dislocava, infatti, 46.215 tonnellate.
Progettata dall'Ing. Umberto Pugliese fu costruita dai Cantieri Riuniti dell'Adriatico e consegnata alla Regia Marina il 14 Giugno 1942. Rappresentava quanto di meglio la tecnica navale dell'epoca potesse mettere a disposizione.
Al comando del Capitano di Vascello Adone del Cima fece base a La Spezia dove subì due attacchi aerei e venne riparata a Genova. Non fu mai schierata in battaglia.
All'inizio del mese di Settembre 1943 era pronta a salpare con la squadra, al comando dell'Ammiraglio Bergamini, per affrontare la flotta alleata che si stava digendo verso l'Italia meridionale per proteggere lo sbarco a Salerno.
In seguito all'armistizio la squadra navale parti da La Spezia alle 3 del mattino del 9 Settembre e fu raggiunta, poco dopo, da altre quattro navi partite da Genova.  Le navi diressero verso la base de La Maddalena, passando a Ovest della Corsica, dove avrebbero dovuto imbarcare il Re e il governo. La flotta non innalzò i segnali di resa previsti dall'armistizio ma la Roma inalberò il gran pavese.
Mentre le navi stavano per attraversare le Bocche di Bonifacio Supermarina avvertì che La Maddalena era stata occupata da truppe tedesche. La flotta invertì la rotta e si diresse verso Ovest.
A questo punto la squadra fu raggiunta da una formazione di 28 bimotori tedeschi Dornier 217, partiti dalla base francese di Istrès. Le navi avevano ordine di non compiere atti ostili se non attaccate.
Sulle navi italiane scattò l'allarme aereo ma quando, da bordo, valutarono che gli aerei avevano superato l'angolo di 60°, utile per lo sgancio delle bombe, li considerarono in allontanamento.
Gli aerei tedeschi erano però armati con le nuove bombe a razzo radiocomandate  che potevano raggiungere una velocità di caduta di 300 m/sec. Questa velocità era superiore a quella sopportabile dalla corazza della coperta della Roma. Contro queste armi le uniche contromisure disponibili sarebbero stati i sistemi di disturbo della radiofrequenza, ma le navi non ne erano ancora provviste.
Una prima bomba colpì la Roma sul lato dritto, perforò la coperta e lo scafo e scoppiò in mare. L'esplosione mise fuori uso le due eliche di dritta per cui la velocità scese a 16 nodi.
Dopo cinque minuti una seconda bomba colpì la nave fra il torrione di comando e la torre trinata n. 2. Questa torre, del peso di 1500 tonnellate, volò in mare. L'incendio raggiunse il deposito delle munizioni provocando una terribile esplosione. La torre di comando, corazzata, si deformò cadendo in avanti e uccidendo quanti si trovavano al suo interno compreso l'Ammiraglio Bergamini. Lo scafo si spezzo in due e, in venti minuti, dopo essersi girata sul fianco di dritta, si capovolse e affondò. Persero la vita 1393 uomini su 2021.
I cacciatorpediniere Mitragliere e Carabiniere invertitorno subito la rotta per andare a recuperare i naufraghi. A essi si aggiunsero l'incrociatore Attilio Regiolo, il cacciatorpediniere Fuciliere, le torpediniere Pegaso, Orsa e Impetuoso.
Parte della flotta superstite si diresse verso Bona (l'attuale Annaba) per poi andarsi a consegnare a Malta. Le unità con a bordo i naufraghi, fra cui molti feriti in gravi condizioni, si diressero verso le Baleari.
Caratteristiche della nave:
Lunghezza f.t.  m  240,7    -    Larghezza f.t.   m  32,9
Immersione media  m  10,5   -   Dislocamento  46.215 tonn.
Propulsione:  
8 caldaie tipo Yarrow a tubi d'acqua con surriscaldatori.
4 gruppi turboriduttori Belluzzo  -  4 eliche tripale  -   Velocità: 30 nodi.
Equipaggio:
Ufficiali 115   -   Sottufficiali  279   -   Sottocapi e comuni  1.627
Armamento:
9 Cannoni da 381/50 mm
12 cannoni da 152/55 mm
12 cannoni da 90/50 mm a.a.
4 cannoni da 120/40 mm per tiro illuminante
20 mitragliere da 37/54 mm a.a.
28 mitragliere da 20/64 mm
3 aerei