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Baroldo

II modello riproduce la fregata Baroldo della Marina Sarda.

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  Costruttore:   Bruno Gemerasca
  Periodo: 1781   Scala 1:60  
  Questa scheda è stata preparata per gentile concessione dell' A.N.V.O.
  Associazione Navimodellisti Valle Olona - Castellanza VA
L'eventuale riproduzione di immagini contenute in questa pagina deve essere preventivamente autorizzata dall'A.N.V.O.      e-mail: anvo@anvo.it
Alla fine della guerra di successione spagnola, nell'anno 1713, al Duca Vittorio Amedeo di Savoia fu assegnata la Sicilia. Nell'anno successivo, per volere dello stesso Duca, fu costituito il Reggimento "La Marina", al quale fu affidato il compito di fornire soldati da imbarcare sulle navi.
Nel 1718 il Duca fu però costretto a piegarsi ad uno scambio forzato e svantaggioso impostogli dall'Austria, lasciando una terra ubertosa e popolosa come la Sicilia, per un'isola poverissima e semideserta come la Sardegna.
Il possesso effettivo della Sardegna ebbe inizio nell'anno 1720. In quell'epoca, il Regno Sardo poteva disporre solo di una modesta flotta mercantile. Le imbarcazioni e le coste dell'isola erano interessate da frequenti incursioni da parte di navi francesi. Per questo motivo si sentì la necessità di costruire una flotta con il compito di protezione.
Furono così costruite alcune Galere e alcune Fregate. Negli anni che seguirono le navi della flotta aumentarono notevolmente come numero di unità e come dimensioni. Subirono anche numerose modifiche, già apportate a navi di altre nazioni, allo scopo di renderle sempre più veloci e potenti negli armamenti.
La Regia Marina sarda rimase in attività fino al 17 marzo 1861, data nella quale chiuse la propria storia e passò le sue unità alla nuova Marina del Regno d'Italia.
Varata nel 1781 era una nave con eccezionali doti velocistiche.
Era attrezzata con tre alberi a vele quadre, con randa di mezzana, bompresso con due fiocchi e vele di strallo.
La fregata Baroldo fu adibita a scorta e protezione dei convogli nel Mediterraneo.
Lunghezza massima scafo: 30 m; larghezza massima scafo: 6,6 m
Equipaggio:  40 uomini
Armamento al momento del varo:  20 cannoni da 24 libbre
Il modello:
Lunghezza cm 75; larghezza cm 23; altezza cm 50.
E' rappresentato con gli uomini alle manovre, nell'intento di spiegare le vele.
La costruzione del modello, in scala 1:60, ha richiesto circa 800 ore di lavoro, delle quali 80 solo per la realizzazione della scialuppa.
La nave è costruita seguendo i disegni provenienti dal laboratorio di modellismo navale di Carta L. Augusto di Cagliari.
Tutti i componenti, ad esclusione di alcune parti metalliche, sono stati costruiti artigianalmente.
Lo scafo è stato realizzato con sistema di ordinate e doppio fasciame. Il primo fasciame è stato realizzato in Tiglio, il secondo in Noce. I ponti sono stati realizzati in Noce Tanganica. Le decorazioni, il timone, i giardinetti, le cavigliere e le caviglie, sono in legno di Bosso. Gli alberi ed i pennoni sono stati realizzati in White Pine.
Particolare attenzione è stata riservata alle manovre veliche. Le manovre dormienti, correnti e tutte le cime, sono in canapa intrecciata e impregnata di colorante trattato con isolante per evitare l'allungamento a contatto con l'umidità.
Le vele sono in cotone e ingiallite nel the. Tutte le parti in legno sono state trattate con una soluzione di spirito e gomma lacca.
Documentazione:
Navi e modelli di Navi, edizione Lusci - Firenze
Guidalusci/80, Vincenzo Lusci - Firenze
Orazio Curti: L'attrezzarura Navale, Mursia - Milano
L'Arte della Vela, Mursia - Milano
Disegni: Carta Augusto - Cagliari